“L’etica del viandante”

Lo spettacolo inizialmente previsto il 24 maggio, viene posticipato a giovedì 7 novembre 2024.
I biglietti già acquistati restano validi, eventuali rimborsi possono essere richiesti entro e non oltre il 9 marzo 2024.

L’Occidente ha due radici: il mondo greco e la tradizione giudaico-cristiana. Per quanto dischiudano orizzonti completamente diversi, entrambi descrivono un mondo dotato di ordine e stabilità. Ma noi viviamo nell’età della tecnica. È finito l’incanto del mondo tipico degli antichi. È finito anche il disincanto dei moderni, che ancora agivano secondo un orizzonte di senso e un fine. La tecnica non tende a uno scopo, non apre scenari di salvezza, non svela la verità: la tecnica funziona. L’etica, come forma dell’agire in vista di fini, celebra la sua impotenza. Il mondo è ora regolato dal fare come pura produzione di risultati.
L’unica etica possibile, scrive Umberto Galimberti, è quella del viandante. A differenza del viaggiatore, il viandante non ha meta. Il suo percorso nomade, tutt’altro che un’anarchica erranza, si fa carico dell’assenza di uno scopo. Il viandante spinge avanti i suoi passi, ma non più con l’intenzione di trovare qualcosa, la casa, la patria, l’amore, la verità, la salvezza. Cammina per non perdere le figure del paesaggio. E così scopre il vuoto della legge e il sonno della politica, ancora incuranti dell’unica condizione comune all’umanità: come l’Ulisse dantesco, tutti gli uomini sono uomini di frontiera.
Oggi l’uomo sa di non essere al centro. L’etica del viandante si oppone all’etica antropologica del dominio della Terra. Denuncia il nostro modello di civiltà e mette in evidenza che la sua diffusione in tutto il pianeta equivale alla fine della biosfera. L’umanesimo del dominio è un umanesimo senza futuro. Il viandante percorre invece la terra senza possederla, perché sa che la vita appartiene alla natura. Così ci guida Galimberti: “L’etica del viandante avvia a questi pensieri. Sono pensieri ancora tutti da pensare, ma il paesaggio da essi dispiegato è già la nostra instabile, provvisoria e incompiuta dimora”.
Nell’età della tecnica non comprendiamo più il mondo a partire da un senso ultimo. La storia non è più inscritta in un fine. L’unica etica possibile è quella che si fa carico della pura processualità: senza meta, come il percorso del viandante.

BIGLIETTI
Platea € 40,25

PREVENDITA
Bolzano: Teatro Comunale | 0471 053 800
Bolzano: Tabacchi IV Novembre | 0471 053612
Bolzano: Tabaccheria da Tito | 0471 931533
PV TicketBz: elenco

VENDITA ONLINE

INFO EVENTO: Fondazione Teatro Comunale | 0471 053 800

in “Il pedone”

Lo spettacolo inizialmente previsto il 25 aprile, viene anticipato a martedì 23 aprile 2024.
I biglietti già acquistati restano validi, eventuali rimborsi possono essere richiesti entro e non oltre il 10 febbraio 2024.

“Il pedone. Luci, ombre e colori di una vita qualunque”, è il nuovo inedito spettacolo di Giuseppe Giacobazzi, che racconta del paragone tra la nostra vita e quella vissuta su una scacchiera.
In una società dove tutti sognano di essere dei pezzi pregiati, brilla il fascino della normalità.
Un’ora e mezza di spettacolo, un’ora e mezzo di partita, un’ora e mezzo di monologo comico ma al tempo stesso interiore, che lascia lo spettatore incollato e attento nello scoprire la mossa successiva.
In “Il pedone. Luci, ombre e colori di una vita qualunque” vediamo un Giacobazzi sempre più distante dal cabaret vecchio stile e sempre più vicino alla narrazione propria del teatro comico, in un percorso dove non si abbandona mai la risata, presente come in ogni altro spettacolo, ma che diventa anche strumento di riflessione.
Giuseppe Giacobazzi ha fatto la sua mossa, ora spetta a te fare la tua.

BIGLIETTI
Platea € 42,0
Galleria € 32,0

PREVENDITA
Schio: Fondazione Teatro Civico Schio | 0445 525577
Schio: Discovery | 0445 523985
Schio: Posta Express | 0445 528825
Thiene: Tabaccheria Punto Servizi Balasso | 0445 370388
Malo: Il Cardinale | 0445 581284
Bassano del Grappa: Dischiponte | 0424 503834
Bassano del Grappa: Libreria La Bassanese | 0424 521230
Castelfranco Veneto: De Santi | 0423 492743

VENDITA ONLINE

INFO EVENTO: Fondazione Teatro Civico Schio | 0445 525577

EVENTO IN COLLABORAZIONE CON

“L’etica del viandante”

Lo spettacolo inizialmente previsto il 3 aprile, viene anticipato a martedì 2 aprile 2024.
I biglietti già acquistati restano validi, eventuali rimborsi possono essere richiesti entro e non oltre il 1° marzo 2024.

L’Occidente ha due radici: il mondo greco e la tradizione giudaico-cristiana. Per quanto dischiudano orizzonti completamente diversi, entrambi descrivono un mondo dotato di ordine e stabilità. Ma noi viviamo nell’età della tecnica. È finito l’incanto del mondo tipico degli antichi. È finito anche il disincanto dei moderni, che ancora agivano secondo un orizzonte di senso e un fine. La tecnica non tende a uno scopo, non apre scenari di salvezza, non svela la verità: la tecnica funziona. L’etica, come forma dell’agire in vista di fini, celebra la sua impotenza. Il mondo è ora regolato dal fare come pura produzione di risultati.
L’unica etica possibile, scrive Umberto Galimberti, è quella del viandante. A differenza del viaggiatore, il viandante non ha meta. Il suo percorso nomade, tutt’altro che un’anarchica erranza, si fa carico dell’assenza di uno scopo. Il viandante spinge avanti i suoi passi, ma non più con l’intenzione di trovare qualcosa, la casa, la patria, l’amore, la verità, la salvezza. Cammina per non perdere le figure del paesaggio. E così scopre il vuoto della legge e il sonno della politica, ancora incuranti dell’unica condizione comune all’umanità: come l’Ulisse dantesco, tutti gli uomini sono uomini di frontiera.
Oggi l’uomo sa di non essere al centro. L’etica del viandante si oppone all’etica antropologica del dominio della Terra. Denuncia il nostro modello di civiltà e mette in evidenza che la sua diffusione in tutto il pianeta equivale alla fine della biosfera. L’umanesimo del dominio è un umanesimo senza futuro. Il viandante percorre invece la terra senza possederla, perché sa che la vita appartiene alla natura. Così ci guida Galimberti: “L’etica del viandante avvia a questi pensieri. Sono pensieri ancora tutti da pensare, ma il paesaggio da essi dispiegato è già la nostra instabile, provvisoria e incompiuta dimora”.
Nell’età della tecnica non comprendiamo più il mondo a partire da un senso ultimo. La storia non è più inscritta in un fine. L’unica etica possibile è quella che si fa carico della pura processualità: senza meta, come il percorso del viandante.

BIGLIETTI
Platea € 36,8
I Galleria € 31,05
II Galleria € 25,3
III Galleria € 19,55

VENDITA ONLINE

INFO EVENTO: Azalea | 0431 510393

EVENTO IN COLLABORAZIONE CON